Membra plastificate
Risvegli pomeridiani.
Poca voglia di far tutto.
Caffè impellente.
Ascensore che scricchiola. Pensionato e nipotini.
Kiss assonnato.
Semaforo rosso… bandiere rosse ed arcobaleno. Comusti pacificati. Ossimori assurdi.
Verde: cavalli al galoppo e sorridenti cinguettii shoppingari. Alleanze nazional-popolari.
American bar… “Next Age”. Bancone, caffè che appare senza chiedere con sorriso immancabile. Vale gelosa. Cino-romanaccio che ci prova attraverso il bancone con tipa esauritella.
MTV e membra plastificate.
Prima siga che brucia.
Incroci.
Tribuni che si confrontano aldilà dello sferragliare di metallo in corsa.
Giovani periferici incravattati, o tatuati e semi-rasati, in voraci discussioni con pensionati spauriti nei colori variopinti e negli odori esotici del quartiere. Le bandiere color celo che svolazzano sorridenti.
Rosso e arcobaleno dall’altro lato del vortice di metallo. 50enni dai lunghi capelli bianchi che cercano invano il contatto con la gente. Incapaci di resa o pensiero.
I paki scambiano saluti. Le cinesine scambiano mex.
Il gruppetto di punk-studenti discute di una qualche manifestazione tecno trascinandosi svogliatamente .
L’arcobaleno s’impiglia nel rosso.
La chioma brizzolata si arrampica a separare i simboli amati, sotto lo sguardo ilare dei rasati.
Imperterrito li apostrofa convinto della sua religione e torna a tormentare una disinteressata signora che trascina una valigia.
L’altro ex-68ottino (in poliestere rosso) si avvicina. Confabulano e sorridono consci della propria illuminazione.
Vale-smorfia seguendo lo sguardo.
I sapori si confondono.
La cicca cade.
I pensieri si colorano.
Il tepore si ravviva.